Obiettivi Sintetici
Il progetto RENOVATE (Approccio Ecosistemico alla Valutazione e Sperimentazione di Azioni di Compensazione e Mitigazione in Ambiente Marino: il caso dell’Hub Portuale di Civitavecchia) è un’iniziativa innovativa per il restauro di habitat marini in Italia. I suoi principali obiettivi sono:
Recupero di habitat e specie prioritarie come Posidonia oceanica e scogliere subacquee, con attenzione a specie chiave come il Corallium rubrum e la Pinna nobilis.
Approccio olistico ed ecosistemico, considerando l’intero ecosistema marino nelle sue componenti biotiche ed abiotiche per poter applicare soluzioni basate sulla natura (NBS) per mitigare impatti antropici e climatici.
Sperimentazione a lungo termine: i 10 anni di progetto sono un tempo utile a verificare il recupero della funzionalità ecosistemica con la possibilità di intervenire nel tempo garantendo così il successo del restauro.
Partenariato scientifico di alto livello, un esempio di collaborazione tra differenti istituzioni italiane di ricerca per creare quella sinergia scientifica multidisciplinare, in grado di assicurare quella integrazione interdisciplinare fra diverse discipline e tecnologie avanzate per monitorare e gestire il restauro marino.
Tecnologie innovative e modelli predittivi, che grazie all’utilizzo di supercalcolatori e modelli numerici avanzati possano simulare le dinamiche degli ecosistemi (Digital Twin of the Oceans) in risposta a diversi stress e sviluppare un sistema di allerta precoce per i rischi ambientali (EWS).
Un importante contributo alla ricerca internazionale che partendo da precedenti esperienze, possa utilizzare RENOVATE come contenitore e modello per futuri interventi di restauro marino a livello globale.
In sintesi, RENOVATE mira a ripristinare la funzionalità ecologica degli habitat marini tramite un approccio interdisciplinare e sostenibile, rappresentando un riferimento per la gestione dell’ambiente marino in Italia e in Europa.
Obiettivi Estesi
Il progetto RENOVATE (Approccio Ecosistemico alla Valutazione e Sperimentazione di Azioni di Compensazione e Mitigazione in Ambiente Marino: il caso dell’Hub Portuale di Civitavecchia) si propone come una delle iniziative più ambiziose e innovative nell’ambito del recupero di habitat marini in Italia e probabilmente in Europa.
I suoi obiettivi principali sono il recupero delle funzioni e dei servizi ecosistemici marini perduti a seguito dell’espansione dell’Hub Portuale di Civitavecchia, con un focus particolare su interventi di restauro e mitigazione di specifici habitat e specie marine di rilevanza ecologica mediante un approccio integrato multidisciplinare.
Obiettivi principali:
Recupero di habitat e specie prioritarie:
- Gli interventi di restauro si concentrano su due habitat prioritari: il 1120* (Posidonia oceanica) e il 1170 (formazioni rocciose subacquee e scogliere), con particolare attenzione a due specie chiave: il Corallium rubrum (corallo rosso) e la Pinna nobilis (un grande mollusco bivalve).
- Si prevede la sperimentazione di tecniche innovative per garantire la rigenerazione degli habitat, non solo preservando ma anche migliorando la biodiversità.
Approccio olistico ed ecosistemico:
- RENOVATE adotta un approccio ecosistemico che mira a considerare l’ecosistema nel suo complesso. Questo include la valutazione degli impatti antropici e climatici sull’ambiente marino e l’applicazione di Nature-Based Solutions (Soluzioni basate sulla natura).
- La pianificazione degli interventi diffusi nel tempo e nello spazio riduce i rischi di fallimento e migliora l’efficacia delle azioni di restauro, assicurando un approccio integrato alla gestione degli ecosistemi marini.
Sperimentazione e monitoraggio:
- Il progetto ha una durata di 10 anni, con i primi 4 anni dedicati agli interventi diretti di restauro e i restanti 6 anni destinati al monitoraggio continuo e alle eventuali integrazioni necessarie per assicurare il recupero delle funzioni ecosistemiche.
- Questo approccio sperimentale a lungo termine permette di valutare con precisione l’efficacia degli interventi e di correggerli nel tempo, garantendo così il successo delle azioni intraprese.
Partenariato scientifico di alto livello:
- Coordinato dal Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), il progetto coinvolge una rete di prestigiose istituzioni italiane, tra cui università e istituti di ricerca come l’OGS, l’Università della Tuscia, l’Università di Palermo, l’OGS, l’Università di Bologna, l’Università di Sassari, l’Università di Milano Bicocca e il CNR-IAS.
- La collaborazione multidisciplinare tra diversi enti assicura una sinergia scientifica che contribuisce all’innovazione e alla risoluzione di problemi complessi, superando la frammentazione tipica dei progetti settoriali.
Tecnologie innovative e modelli predittivi:
- Uno degli aspetti chiave di RENOVATE è l’uso di modelli numerici ad altissima risoluzione per simulare e comprendere meglio le dinamiche degli ecosistemi marini e i potenziali impatti delle attività umane e climatiche.
- Grazie a strumenti di previsione avanzati, il progetto sarà in grado di sviluppare un Early Warning System (EWS) per anticipare rischi ambientali come quelli dovuti al dragaggio dei fondali, e minimizzare gli insuccessi nelle attività di restauro.
- L’impiego di supercalcolatori come ZEUS e JUNO consentirà simulazioni precise, favorendo un approccio basato sul Digital Twins of the Oceans, che riproduce virtualmente gli ecosistemi per prevedere la loro risposta a vari fattori di stress.
Integrazione interdisciplinare:
- Il progetto supera la tradizionale separazione tra le discipline scientifiche, integrando in modo interattivo diverse competenze per affrontare le sfide legate al restauro ambientale.
Le attività sperimentali di campo e laboratorio sono supportate da sistemi autonomi di monitoraggio e tecnologie all’avanguardia, come veicoli autonomi sottomarini, che permettono di raccogliere dati anche in condizioni difficili.
Contributo alla ricerca internazionale:
- RENOVATE si ispira a progetti precedenti, come il ripristino ambientale dell’Isola del Giglio dopo il naufragio della Costa Concordia, e si basa su risultati di progetti LIFE e Horizon. Questo fa sì che il progetto diventi un punto di riferimento per futuri interventi di restauro degli ecosistemi marini, con l’applicazione dei più avanzati criteri scientifici utilizzati a livello internazionale.