UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SASSARI
La nascita dell’Ateneo è legata alla figura di Alessio Fontana, che nel 1558 lasciò i suoi beni alla municipalità per l’istituzione di un collegio di studi affidato alla Compagnia di Gesù, i cui corsi presero avvio nel 1562. Nel 1612 una bolla pontificia accordò ai gesuiti il conferimento dei gradi accademici in filosofia e teologia, mentre il 9 febbraio 1617, re Filippo III concesse, soltanto per le facoltà filosofia e teologia, lo statuto di università di diritto regio. Un secondo fondatore fu Antonio Canopolo, che dotò l’Ateneo di nuove aule, della maestosa Aula Magna e di numerose elargizioni in denaro. Il suo stemma è ancora visibile nell’atrio d’ingresso. Un passo successivo avvenne nel 1632, allorquando una carta reale permise di concedere i gradi in diritto e medicina; l’ateneo fu, infine, restaurato nel 1765 in ottemperanza alle riforme volute dal governo sabaudo. Nel 1765 fu anche approvato un regolamento interno con il riconoscimento di quattro facoltà: Filosofia ed Arti, Teologia, Giurisprudenza e Medicina; con uno scambio culturale vennero trapiantati docenti piemontesi avviando l’ateneo sassarese verso una cultura europea e ampliando la ricerca scientifica.
L’università è organizzata nei seguenti dipartimenti: Agraria; Architettura, design e urbanistica; Chimica e farmacia; Giurisprudenza; Medicina veterinaria; Scienze biomediche; Scienze economiche e aziendali; Scienze mediche, chirurgiche e sperimentali; Scienze umanistiche e sociali; Storia, scienze dell’uomo e della formazione; Scienze Chimiche Fisiche Matematiche e Naturali. Il progetto vede il coinvolgimento del Dipartimento di Scienze Chimiche Fisiche Matematiche e Naturali con il gruppo di ricerca coordinato dalla prof.sa Ceccherelli le cui linee di ricerca principali sono: 1) Diffusione delle alghe marine introdotte nel Mediterraneo; 2) Efficacia della protezione nelle Aree Marine Protette; 3) Meccanismi che regolano la distribuzione spaziale dei ricci di mare; 4) Effetti di più fattori di stress sulle comunità resilienti; 5) Modelli naturali e antropici del Coralligeno; 6) Meccanismi che regolano le regole di assemblea comunitaria delle comunità di dune di sabbia.
Ruolo di UNISASSARI
- Caratterizzazione dell’Habitat 1170 attraverso sperimentazione in vasca e in sito per la messa a punto dei protocolli di restauro;
- Sperimentazione Pilota per il reimpianto di coralligeno nei siti pre-individuati;
- Messa a punto dei protocolli di restauro del C. rubrum;
- Reintroduzione degli organismi dell’habitat 1170 negli habitat naturali e substrati artificiali;
- Monitoraggio del reimpianto del coralligeno, della Pinna nobilis e del C.rubrum negli habitat naturali e artificiali


